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venerdì 3 dicembre 2010

Politica energetica fantasma a Castel Guelfo

martedì 9 novembre 2010

CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE PER IL GIORNO 09/11/2010 ORE 20.45

sabato 30 ottobre 2010

Castel Guelfo: La minoranza punta il dito contro l'amministrazione

Circondario:La minoranza s’imbavaglia

Fonte: Il Resto del Carlino Imola 2010-10-30
LA GIUNTA comunale che si allontana dall’aula proprio nel momento clou della discussione e la protesta che sale di tono, fino al gesto simbolico di alcuni consiglieri della minoranza che si imbavagliano per denunciare la mancanza di «pari dignità» tra maggioranza e opposizione. E’ l’ultimo episodio di una crisi istituzionale che si trascina dallo scorso luglio e che non sembra trovare soluzioni.
Il nuovo scontro è andato in scena ieri, in apertura di seduta del consiglio comunale. Una riunione convocata alle 8,30 di mattina (di solito iniziano alle 15) per avere il tempo di trattare i tanti argomenti all’ordine del giorno, comprese diverse delibere che — è l’accusa dell’opposizione — non sono mai passate dalle rispettive commissioni. I tempi li dettano Adamo Longo e Alessandro Mirri, le colombe del Pdl, che mettono nel mirino le proposte di modifica del regolamento comunale avanzate dal centrosinistra (bollate come «una palese provocazione») e denunciano «l’impossibilità dei consiglieri di minoranza di esprimere il loro ruolo». Ma non chiudono le porte al dialogo. Poi la giunta, sindaco compreso, abbandona senza spiegazioni l’aula e i toni salgono.
«AVETE fatto una proposta che bypassa il ruolo delle minoranze. Noi abbiamo chiesto il rispetto delle regole e voi ci avete preso in giro», tuona Carapia in relazione alla modifica dell’articolo 17, comma 11, portata in commissione dalla maggioranza. «Non è possibile che non ci sia nessuno della giunta. E’ una vergogna», gli dà manforte Giuseppe Palazzolo (Per Imola), che minaccia di tornare a scrivere al Prefetto e costringe il vicesindaco Roberto Visani ad un precipitoso rientro in aula accolto dall’applauso canzonatorio delle opposizioni. Altre bordate piovono da Guido Boschi (Gruppo Misto) e Riccardo Mondini, che vedono nelle proposte del centrosinistra «il tentativo di uscire dalla crisi col ricatto». Finisce coi consiglieri Carapia, Longo, Boschi, Mondini, Palazzolo e Adriano Gini (Pdl) imbavagliati e la maggioranza, che dopo una interruzione dei lavori di 10 minuti, risponde stizzita. «Il gesto del bavaglio — replica Davide Tronconi (Pd) — lo consideriamo un affronto a questa aula che rappresenta i cittadini». Mentre la risposta del sindaco arriva nel pomeriggio e i toni sono quasi marziali. «Noi non arretriamo», annuncia Manca, che parla di «atteggiamento spregevole» e di gesti che contribuiscono «solo a diminuire la credibilità di chi è stato eletto». Terminate le schermaglie sulla crisi istituzionale, il consiglio comunale ha affrontato il capitolo della riforma dello statuto del Nuovo Circondario. La discussione, a cui ha preso parte anche l’opposizione (nessuno è uscito dall’aula), è termina con la delibera approvata a colpi di maggioranza: hanno votato a favore solo Pd, Idv e Sinistra arcobaleno.

venerdì 29 ottobre 2010

Circondario, l’opposizione torna alla carica: «Che fine hanno fatto le nostre proposte?»

( Fonte: Resto del Carlino Imola) 2010-10-29
UNA RICHIESTA scritta alla presidente dell’assemblea del Circondario, il sindaco di Castel San Pietro, Sara Brunori, per avere conto degli emendamenti allo statuto e al regolamento dell’ente elaborati a suo tempo dai gruppi della minoranza e mai discussi in aula. Una decisione formalizzata su suggerimento del presidente della commissione Affari istituzionali, Francesco Mariani (Pdl), e messa nero su bianco dal capogruppo della lista civica ‘Per Imola’, Giuseppe Palazzolo, che fa appello all’articolo 53, comma 2, del vecchio regolamento (laddove si precisa appunto che le proposte di modifica dello statuto formulate per iscritto vanno discusse e votate in aula). E’ questa la risposta delle opposizioni al ‘niet’ ricevuto ieri dalla maggioranza di centrosinistra, che ha deciso di disertare la riunione della commissione, convocata in via Boccaccio, bollandola come «una discussione superata» (visto che lo Statuto è già in fase di approvazione).
UNA SCELTA che non ha contribuito a rendere più sereno il clima istituzionale. Tanto più che la Provincia ha sì espresso un giudizio favorevole sulla riforma del Circondario messa a punto dalla maggioranza, ma ha anche aperto diversi interrogativi sul futuro dell’ente di secondo grado che, a detta di molti consiglieri dell’opposizione, avrebbero meritato un approfondimento. «Quel parere non è tutto rosa e fiori», il commento di Giuseppe Rago (Pdl). Le ripercussioni dello scontro potrebbero emergere già oggi in consiglio comunale, dove è attesa la delibera contenente appunto la riforma del Circondario. «Ci sono molti modi legittimi di fare ostruzione. Non sarà una seduta di consiglio normale», la promessa di Riccardo Mondini (Unione centrodestra).

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